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venerdì, 25 gennaio 2008
sai quando
esisti veramente
quando non
importi più
a nessuno quando
il passato
torna solo
per far vuoti
nel tuo futuro
e prenderti per
il culo quando
sei talmente
povero che ti
preoccupi delle
suole delle scarpe
quando tutte
le percezioni di
grigio diventano
il tuo lato oscuro
quando parli alle
mosche e non ti
sente nessuno
quando ti fermi a
parlar con le
mosche ed il
freddo è l'unica
certezza che
ti rimane esisti
come esiste una
cambiale in
protesto quando
per il resto del
mondo hai
bucato il foglio o
sei uscito fuori
testo esisti se
così si può dire
per una transizione
che nessuno vuole
vivere tra le
ombre dei barboni
ed i riflessi dei
bidoni quando
boicottano tutte
le tue azioni e
ti lasciano all'oscuro
di tutto quando
sragioni con la
ragione e ti vesti
a lutto perchè
muori giorno per
giorno senza
passioni ecco
quando esisti
veramente
mercoledì, 02 gennaio 2008
La luna
a María Kodama
Hay tanta soledad en ese oro.
La luna de las noches no es la luna
Que vio el primer Adán. Los largos siglos
De la vigilia humana la han colmado
De antiguo llanto. Mírala. Es tu espejo.
La luna
a María Kodama
C'è tanta solitudine in quell'oro.
La luna delle notti non è la luna
che vide il primo Adamo. I lunghi secoli
della veglia umana l'hanno colmata
di antico pianto. Guardala. È il tuo specchio.
Jorge Luis Borges
in Conversazioni americane
A cura di Willis Barnstone
Traduzione di Franco Mogni
sabato, 01 dicembre 2007
Cuando salga la luna llena
me quedaré en silencio contemplando su belleza
ye esperaré hasta que el sol se ponga
y beberé de los mares
y tragaré de la tierra...
[Navajita Plateà - Sueño despierto]
martedì, 06 novembre 2007
schizzi
d'amarena
le tende
sbuffano
s'immerge la
sera nei
tuoi occhi
color caramello
nebbia di
castagne in
mezzo al
ginepro ed un
cianciar d'ali
inoltrato il
gusto del
tempo sa di
stantio di passato
e con aghi
di pino cucio
addosso l'assoluto
corrotto
perchè son io
il cancro tra
le lenzuola oltre
le tentazioni e
le preghiere mi
scaccerai come
una mosca
mentre comincerai
a bere
giovedì, 01 novembre 2007
alla deriva
scrivo rime
di neve
sulle ammainate
vele possa
il vento
accoglierle
con i suoi
occhi stanchi
gonfiar
le rotte
tirarci avanti
ogni luogo
non ha presente
ho finito
l'inchiostro
attingo dalle
mie vene
placido come
illividito da
tutto tacito
a graffiar il
verso e poi
il senso mi
nutro d'onde
quasi fosse un
sollievo la
follia informe
infonde nuova
linfa ai miei
sogni ed ora
che buco le mie
mani con i
chiodi scrivo
di te che
più non torni
forse c'ingoierà
la nebbia
o ci sputerà il
mare quel che
sarà non avrà
domani
martedì, 02 ottobre 2007
La luna
all'una
sembra più tonda
forse sarà
è da un'ora
che guardo il fondo
di un bicchiere
vuoto.
giovedì, 20 settembre 2007
La fragranza
d'un abbraccio
di ferite
scorre dal cuore
alle viscere mentre
tremo cerco le
tue labbra il
sereno di ciò
che ho perso
la fredda terra
ormai è il mio
cielo spero che
qualche fiore
nasca da ciò
che svesto
intanto danza
la fiamma di
mille cere
decadenti mentre
l'affitto indecente
di questo cuore
sfratta la mia
anima in un
marciapiede
inquieto possano
le mille preghiere
albergare nella
quiete ora che
ti perdo son
lieto d'averti
amata con tutto
me stesso
ergosvetrani@hotmail.com
La fragranza
d'un abbraccio
di ferite
scorre dal cuore
alle viscere mentre
tremo cerco le
tue labbra il
sereno di ciò
che ho perso
la fredda terra
ormai è il mio
cielo spero che
qualche fiore
nasca da ciò
che svesto
intanto danza
la fiamma di
mille cere
decadenti mentre
l'affitto indecente
di questo cuore
sfratta la mia
anima in un
marciapiede
inquieto possano
le mille preghiere
albergare nella
quiete ora che
ti perdo son
lieto d'averti
amata con tutto
me stesso
ergosvetrani@hotmail.com
mercoledì, 19 settembre 2007
morire per
poi capire a
chi importa
forse solo ai
vermi questa
svolta rimanere
lividi e senza
storia incollati
a qualche lacrima
di memoria
ormai che tutto
è stinto non
ho rimpianti lento
m'addormento
tra le ali d'un
angelo solo
pochi possono
capire quanto la
vita la rimpiango
gli altri nascondono
i sorrisi tra il
falso lutto ed
il rimpianto
venerdì, 24 agosto 2007
intorno le
lacrime un
pozzo una
pioggia che
crea pozzanghere
uno sguardo basso
e profondo che
gratta la polvere
ferite il declino
di un animo puro
e passi che
sarebbero strada
se non tornassero
indietro un lingua
tagliata che
pronuncia il silenzio
frattaglie ai margini
delle strade l'ombra
di un albero che non
ha storia il fantasma
della memoria
rovesciato ed una
croce troppo
grande per sembrare
un miraggio ecco
l'ultimo viaggio
il sapore contrito
e ritrito del
dolore le rose
scarlatte che lasciano
spine nel cuore ed
un arcobaleno
chiaroscuro che
nasce dallo sguardo
inquieto d'un militare
e mentre tutto scorre
vuote latte solo
per rotolare e
tagliare ed infine
riflettere il mondo
avulso con cromature
metalliche senza
anima
mercoledì, 08 agosto 2007
leggero taglio
le vene
al riflesso del
cielo
qualcuno in giro
m'ha preso
e chiudo gli occhi
rappreso sotto
i chiodi d'una
croce c'è
sempre l'ombra
della catena
il sacrificio la
luce mentre
tormento gli
angoli della bocca
un dedalo di
parole sembra
un'eco sciocca
il desiderio s'illividisce
celato dall'inganno
di chi non
capisce piove
ma sono soltanto
i miei occhi l'arcobaleno
spinge le stelle
nel canestro ed io
mi buco solo per
il gusto di diventare
come gli altri
miliardi di anni
luce lontano dai
tuoi guai ma sempre
attaccato come
un'ombra alla tua
anima ecco sparisce
la mia bocca fate di
me un vaso o un
pitale che importa
comunque sfamatemi
lunedì, 06 agosto 2007
passi
tra stanze impervie
logore di
peccato sfiorarti è
metà della passione
che Dio c'ha dato
eppure come bruna
e nebbia m'accarezzi
la testa
ed io distratto ti
piango qui alla
finestra infranto
nella speranza di
coglierti
come brina fresca
solo per tergere il mio
peccato
anche se l'orizzonte
ci nega non celar
ancora il mio cuore
liberami nei
fiumi di porpora che
cangiano la tua
anima fai di
me la tua messa sacra
l'involontario
amplesso di una
vita salvata
ma non abbandonarmi
amore rimani ad
amarmi e cancelliamo
questa mura di
distanza solo
per unirci nella
danza dei nostri cuori
e rifletterci rifletterci
ancora fino a che
non saremo
polvere
sabato, 04 agosto 2007
a volte non
a caso
volo distante
ed inebriato come
se fossi
l'orizzonte
piovo nella
tua fonte
per dimenare
miele e salsedine
fino al ventre
non a
caso mi perdo
tra le
stelle dei
tuoi occhi
nella banalità
dell'amore
che porta il tuo
nome
ora che mi poso
sul tuo seno
sinistro
per annoiarmi
con le tue
lacrime canto
con voce
d'usignolo per
stroncarti
la voce e
svegliarti da
questo incubo
senza croce
orami che le
radici s'espandono
nel tuo cuore
non ti chiedo
di far l'amore
solo di
spennarmi in
petali d'ombre
e poi accarezzarmi
in silenzio la
fronte fino ad
incantare tutti
i miei sogni fino
alla fine che
nessun tocchi quel
dolore commosso
che si fa cenere
quando dentro
ti vengo nel
tuo gemere
sabato, 28 luglio 2007
disteso al
tapeto tra
lacrime
di fango ed una
smorzata preghiera
quasi mi
arresto nel
silenzio della
colpa i tuoi occhi
intrisi le mie labbra
scalze lo sbiascicare
delle colpe come
stelle infrante
ancora sotto
uno strato di
rugine scola
il sangue come
cenere errante che
non sa cadere e
tutti i nostri passi
sembran lacrime
di neve che
scaldi su altra
pelle mentre
squami il tuo
sorriso tra perle
di ricordi ed il
tuo falso paradiso
resto alla finestra a
contare i corpi
nell'incertezza
che non ti voglio
se tu torni
mercoledì, 18 luglio 2007
ho rubato
le distanze
con sorrisi
d'assenza
tra parole
incolte di
tanta veemenza
ho perso
tutte le
opportunità del
caso
rimango a ridere
semi desolato
tra battitti di farfalle
ed il bianco spino
intriso di
timidezza e madido corallo
son oltre l'orizzonte
i sogni
che indosso tra
dolore comosso ed una
litania
fermati nell'incauto
verso a pensarmi
un momento e
cancella quelle orme
di specchio
che indossi
solo per liberar
le parole le anime
i voli e rimarrai
calda cenere
nei miei occhi
sabato, 14 luglio 2007
ho seppellito
il tuo San valentino
addosso un pozzo
ormai i vampiri saggeranno
il tuo cuore
commosso mentre una
rondine farà
il nido sul
nostro amore
catene d'intemperie
feriranno il
nostro cuore
dove il sole batte
solo per pochi
spiccioli
adesso che sputo sull'orizzonte
abbandono i pochi
capricci
in fondo alla
perdizione
perchè il sapore del tuo
nome sfama
troppe labbra
ed infinite persone
e quando i traditori
verranno a saziarsi
di noi per nuove
informazioni
sarò onesto solo
per il gusto di rimanere
lo stesso all'inverosimile
perverso e
tu ormai fantasma
ancorato ai miraggi
deformerai i miei
passi con sorrisi
di more e gelsi
che non hai saputo
offrirmi maledetti
demoni son tutti
tinti ma io non mi
fermo fumo cento
sigarette e poi
sputo così da poter
annegare oltre
le ombre nudo
d'innumerevoli voglie
e poi nei vagiti d'altri
semi regalarti fili
di perle solo per
impiccarti come
volevi
ricordati oltre le
spine c'è sempre un fiore
ed io non te l'ho voluto
offrire
sabato, 30 giugno 2007
trascinato al
fondo dalle
onde mobili
che non sanno
dormire
vedo che
galleggiano
corpi stiepidano
le acque le
loro ombre
sembrano nuvole
danzanti qui
da dove le anime
son soltanto
ponti non riesco
ad annegare
forse tra i lilium
saprei amarti
solo per poi
lasciarti ecco
ora galleggiano
anche i chiodi
e la croce
graffia il fondo
del profondo
mare che
profumo d'incenso
denudato tra
gli squali mi
ricorda l'eroina
smorta che
circola contro
senso nella mia
bocca che sapore
di viola il
tuo ultimo bacio
m'ha divelto
come lucifero
all'inferno ora
che abbraccio
l'averno spero
che il grano
sia meno freddo
e che tu cominci
ad amarmi
giovedì, 28 giugno 2007
se sapessi
dove andrei
smetterei
giro contorto
tra spine di
grano e spire
contrite ho
voglia di
fuggire ma
quel che resta
lo devo ancora
capire forse le
sigarette non
bastano a
mozzarmi il fiato
ma quel che resta
di me è un incrollabile
fede al peccato ecco
perchè ho sposato
la morte per
addormentarmi
incerto tra le braccia
della sorte
martedì, 26 giugno 2007
oggi la
tristezza
è un vagone
vacante
di serpenti e
tormenti
troppo allegri
per esser spenti
cadono le
stelle sul mio
viso m'avvicino
al paradiso
un'altro affitto
da pagare la
sifilide consuma
le calze sputo
sangue tra
sorrisi di carte
e bicchieri distanti
ecco i corvi
distinti signori
continuano a
perdere contro le
rondini rilanciano
occhi io passo
la mano il sussulto
d'un binario m'ha
svegliato svaliggiato
della mia coscienza
spero che la
pioggia porti pazienza
se ancora la
indosso a
tratti aspetto la
bufera spero che
mi maltratti
mentre imbocco
la sera
venerdì, 22 giugno 2007
i miracoli sono
clandestini mi
farei d'eroina
se non dovessi
scippare il
cancro ormai
ha raggiunto le
mie labbra
brividi di
sabbia sembrano
violentarmi
miasmi e fantasmi
m'accompagnano
aggrappandosi
alle mie braccia
piangono i buchi
sembrano ormai
pozzi non so
sfamare la mia
bramosia mi
sembra d'eclissarmi
nell'ombre
claustrofobico e
claudicante canto
vecchie filastrocche
che mi accompagnavano
al sogno mentre dio
è morto rimango a
zonzo cercando un
altro nero uomo che
vendi la mia vita
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